lunedì 16 marzo 2026

Una serata con Psychè, opera di Giorgio De Cesario e Paracelso.

 


Leggiadria e metamedicina alla Casa degli Artisti.

Una serata con Psychè, opera di Giorgio De Cesario e Paracelso, relazione di Donata L. De Paolis.

Ancora un evento fra i  tanti del calendario 2026 della Casa degli Artisti di Gallipoli che quest’anno festeggia vent’anni di attività dedicata  all’accoglienza e alla creatività. L’appuntamento è per domenica 29 marzo alle 18.30.  Psychè in mostra fino al 12 aprile 2026 tutti i giorni anche i festivi dalle ore 16 alle 20 ingresso libero.

La serata avrà inizio con alcune riflessioni dell’Avv. Raffaele Bono Mariano sull’opera di Giorgio De Cesario dal titolo “Psychè, dea delle farfalle”, una delle ultime tele dell’artista, che sarà presentata al pubblico per la prima volta in questa occasione. L’opera fa parte dell’ultimo periodo di produzione di De Cesario intitolato “Sfascismo” e rappresenta un manifesto poetico contro il declino dei valori e la paura indotta a favore della grazia e della forza salvifica della natura e della bellezza.

Inoltre sarà presente in sala anche la modella che ha ispirato l’artista nella realizzazione della tela. L’opera resterà esposta al pubblico presso la Galleria Permanente di Giorgio De Cesario ne La Casa degli Artisti sino al 30 aprile 2026, ogni giorno dalle 18 alle 20, festivi compresi, con ingresso libero e gratuito.

Ma la serata non terminerà qui. Proseguirà con una relazione di Donata L. De Paolis dedicata a Paracelso, alchimista svizzero del ‘500, e alla metamedicina.  La Relatrice, nota ricercatrice e studiosa in vari ambiti filosofici ed esoterici, ci guiderà in una attenta analisi di questa disciplina che aiuta a decodificare le malattie tramite i messaggi che il nostro corpo ci trasmette. Una serata dunque che coniuga arte, alchimia, filosofia e scienza, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione, dialogo e scoperta.

La serata è inoltre realizzata grazie anche alla collaborazione di Raffaele e Domenicaisabella Bono Mariano e dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva.

LA CASA DEGLI ARTISTI vent’anni di arte e cultura

Via Lepanto, 1/9 (angolo via Lecce) – 73014 GALLIPOLI

Tel. 0833/261865 – 3347294118 – 3332720348

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it


mercoledì 4 febbraio 2026

Tra le opere di Giorgio De Cesario la presentazione del libro Critica al mondo


 

 Ne La Casa degli Artisti di Gallipoli proseguono le celebrazioni per i vent’anni di attività dedicata all’arte, all’accoglienza e alla creatività. Quindi il prossimo 28 febbraio 2026 alle ore 18.00, questa residenza d’artista si prepara a ospitare la presentazione del libro “Critica al mondo”, progetto letterario dell’autrice Michelle Marino, 23 anni, studentessa di Giurisprudenza e Lingue.

Attraverso una scrittura intensa e autentica, Critica al mondo si configura come una profonda riflessione filosofico-esistenziale sui grandi temi della vita: l’amore, la società, il tempo che scorre e la morte. L’autrice trasforma la propria esperienza personale in uno sguardo lucido e universale sull’esistenza, invitando il lettore a interrogarsi sulle illusioni, sulle speranze e sulle contraddizioni che definiscono l’essere umano.

Durante la serata, Michelle Marino dialogherà con l’avvocato Raffaele Bono Mariano, dando vita a un confronto aperto e stimolante sui contenuti dell’opera e sul valore della scrittura come strumento di consapevolezza e critica del presente.

A presentare l’incontro sarà la Dott.ssa Domenicaisabella Bono Mariano.

L’evento sarà arricchito da un intervento musicale dell’Avv. Riccardo Monti, che accompagnerà la serata con esecuzioni dal vivo, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e coinvolgente. La proposta culturale proseguirà con un’importante esperienza artistica: al termine della presentazione sarà possibile visitare gratuitamente la galleria permanente dell’artista Giorgio De Cesario, artista salentino e creatore del movimento alienista.

La visita sarà guidata dalla Prof.ssa Maria Cristina Maritati, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle opere e del percorso artistico dell’autore.

Una serata che unisce letteratura, filosofia, musica e arte, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione, dialogo e scoperta nel cuore culturale della città di Gallipoli.

La serata è inoltre realizzata grazie anche alla cortese collaborazione dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva.

 

LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista

Via Lepanto, 1/9 (angolo via Lecce)

GALLIPOLI (LE)

Tel. 3332720348

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it

POOP ART: Dalla banana al WC: De Cesario trasforma la provocazione di Ca...

venerdì 16 gennaio 2026

Incontro/Conferenza tra arte e musica “Il tempo hic et nunc”, con la ricercatrice Donata L. De Paolis, la rock band Effetto Mayhem e l’“Angelus Pacis” dell’artista Giorgio De Cesario.

                                            Angelus Pacis (2026) opera di Giorgio De Cesario
 

Nel 2026 La Casa degli Artisti celebra vent’anni di attività dedicata all’arte, all’accoglienza e alla creatività e per festeggiare insieme ai suoi amici questo importante traguardo, ha stilato un calendario fitto di appuntamenti imperdibili il primo dei quali è fissato per domenica 18 gennaio 2026 alle ore 17.30 presso la Galleria Permanente di Giorgio De Cesario. La serata sarà aperta dalla band Effetto Mayhem, una formazione che porta avanti un progetto rock dal forte accento sperimentale. Nato a Milano nel 2017, ora questo gruppo continua la sua attività nel Salento con l’apporto di nuovi innesti e musicisti ed esordendo in pubblico proprio nel corso di questa serata. Il repertorio della band spazia dalla musica inedita fino ai classici rock reinterpretati in maniera personale. L’attuale formazione è composta da Anna Chiara Tundo (voce), Sonia De Rosa (basso) e Giuseppe Ashram (chitarra).

La serata proseguirà poi con il secondo incontro/conferenza di Donata L. De Paolis sul tema “ Il tempo hic et nunc”, un titolo che fa da leit-motiv per tutta la serata. La relatrice guiderà i presenti in una emozionante scoperta del tempo- coscienza, uno stato tempo che genera miracoli ed un divenire perfettamente allineato al cosmo, rivelando la saggezza riconosciuta del qui ed ora, parte innata della nostra anima fin dalla creazione. Donata L. De Polis, alchimista, scrittrice e youtuber, collegata a diversi movimenti internazionali che si occupano di divulgazione della conoscenza, vive attualmente in Salento per studi personali sulle antiche origine di alcuni luoghi ritenuti sacri.

Nel corso della serata, inoltre, tutti i presenti potranno incontrare l’ “Angelus Pacis”, l’ultima opera alienista dell’artista Giorgio De Cesario che in questa occasione sarà presentata per la prima volta al pubblico. Si tratta di un’opera la cui miniatura, eseguita dallo stesso De Cesario, si trova nella famosa “ Iglesia de los Angeles” a Salta in Argentina. Questa Cattedrale è ormai un sito popolare, recensito anche da Papa Francesco, perché le sue pareti interne costituiscono una galleria d’arte contemporanea dedicata agli angeli e rappresentativa di artisti provenienti da tutto il mondo. Quest’ultima fatica del maestro De Cesario mira a diffondere un messaggio di pace, serenità e speranza in questo periodo storico dominato da incertezze e da un’incessante corsa agli armamenti a discapito dei buoni sentimenti e della gioia di vivere. L’opera sarà esposta al pubblico dal 18 al 31 gennaio 2026, ogni giorno, festivi compresi, dalle 18 alle 20 con ingresso libero e gratuito.

La serata è inoltre realizzata grazie anche alla cortese collaborazione di Raffaele e Domenicaisabella Bono Mariano e dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttivaGallipoli.

Maria Cristina Maritati

LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista

Via Lepanto, 1/9 (angolo via Lecce)

GALLIPOLI (LE)

Tel. 3332720348

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it

martedì 15 luglio 2025

“Conceptual Poop Art” di Giorgio De Cesario a Gallipoli 150 opere


 

“Conceptual Poop Art”, la nuova mostra di Giorgio De Cesario a cura di Emmanuel Mons delle Roche, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea, ma, nello stesso tempo, rappresenta un viaggio tra le sue 150 opere e i suoi personaggi con i volti in argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Per la prima volta sono esposti al pubblico i suoi studi per la realizzazione di cravatte che riproducono particolari di famose opere d’arte. Invitati d’onore saranno infatti alcuni rappresentanti dell’industria tessile e di cravattifici italiani e stranieri.

La mostra si svolgerà presso la galleria permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 2 agosto al 30 ottobre 2025 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito.

“Conceptual Poop Art” di Giorgio De Cesario

Una provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea

Noto per le sue opere policromatiche e fortemente identitarie, Giorgio De Cesario – artista e architetto salentino – ha sempre saputo coniugare la tradizione e l’innovazione, la materia e il simbolismo. I suoi iconici volti femminili in argilla incastonati su tela e impreziositi da orecchini veri, parlano di un’arte viva, sensuale, radicata nel territorio e al tempo stesso aperta alla critica sociale e culturale.

Con la sua nuova opera “Conceptual Poop Art”, De Cesario si inserisce con forza nel dibattito sull'autenticità e il valore dell’arte contemporanea, proponendo una dichiarata e caustica contestazione all’ormai celeberrima “Comedian” di Maurizio Cattelan – la banana incollata al muro con il nastro adesivo che ha fatto il giro del mondo.

Cattelan, con la sua trovata concettuale, ha catalizzato l’attenzione globale: venduta da Sotheby’s New York per 6,2 milioni di dollari al collezionista Justin Sun, la banana è infine stata mangiata dallo stesso acquirente, diventando simbolicamente (e fisicamente) escremento umano. È da questo gesto estremo – e, per molti, ridicolo – che prende forma la risposta di De Cesario.

L’opera

“Conceptual Poop Art” nasce come elaborazione critica dell’escremento di quella banana diventata simbolo di un mercato dell’arte sempre più autoreferenziale e grottesco. De Cesario prende ciò che resta – o meglio, ciò che ne deriva – e lo trasforma in arte vera, concreta, visibile, visitabile. Con ironia e lucidità, il maestro salentino ribalta la provocazione di Cattelan e la restituisce al pubblico come riflessione sulla decadenza culturale e sull’assurdità delle valutazioni speculative nel mondo dell’arte.

La sede e l’esposizione

L’opera è esposta in modo permanente presso La Casa degli Artisti di Gallipoli, la galleria dell’artista, che rappresenta da anni un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Salento.
L’ingresso è gratuito e l’opera è visitabile tutti i giorni dalle ore 18:00 alle 20:00, offrendo al pubblico non solo la visione di un lavoro provocatorio, ma anche l’opportunità di confrontarsi con un pensiero critico che scava nel senso più profondo del “fare arte” oggi.

Il contesto critico

De Cesario non è un outsider qualsiasi. La sua opera è stata analizzata e apprezzata da alcuni tra i maggiori critici d’arte italiani, tra cui Philippe Daverio, Giorgio Di Genova, Luciano Caramel e Federico Zeri. Le sue creazioni non si fermano all’estetica, ma diventano narrazione sociale, antropologia visiva, denuncia politica. “Conceptual Poop Art” si inserisce in questa traiettoria: un’opera che è insieme oggetto, gesto e messaggio.

Giorgio De Cesario – Peace Tree

2025, Legni marini, argilla, acciaio, ceramica smaltata
Esposta presso La Casa degli Artisti, Gallipoli

L’opera Peace Tree di Giorgio De Cesario nasce dall’incontro tra natura, memoria e impegno simbolico. Realizzata attraverso l’assemblaggio di materiali trovati in riva al mare, l’opera si compone di un grande tronco che funge da base e sostiene un secondo tronco più snello, dal quale si diramano diversi fuscelli. Alle loro estremità, l’artista ha inserito piccoli tubicini di argilla, ciascuno colorato secondo le tonalità dell’arcobaleno — potente richiamo visivo alla pace e alla speranza universale.

I due tronchi sono collegati tra loro tramite un vecchio girarrosto in acciaio, a sottolineare il contrasto e il legame tra ciò che è naturale e ciò che è stato trasformato dall’uomo. De Cesario immagina che questi legni provengano dalle coste del Medio Oriente, terre martoriate ma ricche di storia e umanità, e li riassembla per creare un simbolo benaugurante di pace nel mondo.

Alla base dei fuscelli compaiono delle lacrime di sangue in ceramica, emblema del dolore e delle sofferenze umane, contrapposte ai colori vivi e gioiosi dell’iride: una dicotomia che esprime il dramma e al tempo stesso la possibilità di redenzione.

Peace Tree è parte della mostra "Conceptual Poop Art", in esposizione presso la Casa degli Artisti di Gallipoli dal 2 agosto al 30 ottobre 2025. Durante questo periodo, i visitatori avranno la possibilità di lasciare la propria firma sul tronco principale dell’opera, trasformando il gesto artistico in una partecipazione collettiva al messaggio universale di pace.

 

Maria Cristina Maritati

La Casa degli Artisti Residenza D’artista

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it

MASCHERE, SENTIMENTI E COLORE DI GIORGIO DE CESARIO

di Emmanuel Mons delle Roche

La felicità non è evidente, sembra che Giorgio De Cesario voglia dire. I personaggi sono bianchi fra armonie cromatiche molto belle. Inoltre, essi sono plasmati come se avessero delle maschere, ma neppure queste riescono a nascondere la loro inquietudine, la loro difficoltà di vivere.
Sono bianchi (senza colori, o di tutti i colori?) in un universo ricco di colori, forse perché l’artista lascia allo spettatore la libertà di scegliere il suo colore; inoltre l’apparenza dissocia questi esseri dalla realtà : non sono capaci di comprenderla, e si fabbricano una maschera (che non nasconde i loro sentimenti, lo ripeto).
Forse il loro spirito (dissociato dal corpo e dalla realtà esterna, cosa che spiega questi colli lunghi), è di una natura diversa dalla realtà “tangibile”.
Nel lavoro di De Cesario credo ci sia tutto questo. Soltanto il suo autoritratto è differente: egli è soltanto bianco e “oggettivo”; gli altri sono neri: sono quindi l’incognita perfetta. Ma forse mi sbaglio sulle sue intenzioni.
La libertà che lascia la sua arte implica ugualmente quella da sbagliarsi.
Ne sono, in ogni caso, sedotto.

GIORGIO DE CESARIO E LA SUA INNOVATIVA TECNICA IN ARGILLA SULLA TELA

Di Giorgio Di Genova  Critico e storico dell’arte

Nel panorama dell’arte contemporanea italiana, Giorgio De Cesario si distingue come un autentico sperimentatore del visivo, capace di coniugare la materia plastica con la bidimensionalità della pittura in una sintesi ardita e profondamente personale. Le sue opere pittorico-scultoree, esplosioni di colore su supporti spesso non convenzionali, rivelano un atteggiamento che potremmo definire neo-barocco, dove l’eccesso diventa linguaggio e la teatralità si fa contenuto. L’invenzione tecnica di De Cesario – l’integrazione di volti modellati in argilla direttamente sulla superficie della tela – rappresenta un punto di rottura rispetto ai tradizionali limiti della pittura e della scultura.

È una soluzione che oltrepassa le categorie canoniche, inserendosi in una dimensione di arte totale, in cui la materia corporea dialoga con quella cromatica in una tensione continua. I suoi volti emergono dalla superficie come apparizioni ieratiche, icone contemporanee sospese tra sacro e profano, tra l’umano e il mitico. I colori vividi e squillanti, stesi su fondi sperimentali – sabbie, tessuti grezzi, materiali riflettenti – conferiscono alle sue composizioni una forza visiva quasi ipnotica. La cromia non è mai decorativa ma sempre strutturale, pensata come veicolo emotivo e psicologico.

Le sue tele si impongono allo sguardo come apparizioni rituali, in cui la presenza tattile della scultura incontra la vibrazione ottica del colore. In un'epoca in cui l’arte tende spesso all’astrazione digitale o alla ripetizione sterile di formule post-concettuali, De Cesario sceglie la via più difficile: quella della materia viva, della manualità che si sporca le mani di terra e di colore. I suoi lavori ci ricordano che la contemporaneità può ancora passare per l’artigianato d’autore, per la ricerca formale che affonda le radici nella tradizione mediterranea ma che guarda, senza paura, al futuro.

Giorgio De Cesario non solo propone una poetica visiva riconoscibile, ma firma, con la sua tecnica innovativa dei volti in argilla su tela, una delle più originali e coerenti operazioni di linguaggio dell’arte italiana degli ultimi decenni.

UN LINGUAGGIO NUOVO QUELLO DI DE CESARIO

DI Luciano Caramel

In un panorama artistico sempre più incline all’omologazione e al richiamo effimero, Giorgio De Cesario si distingue per una voce visiva profondamente personale, radicata nella sua terra salentina e al tempo stesso proiettata verso un linguaggio universale. Le sue opere coloratissime, spesso attraversate da tensioni cromatiche vibranti e cariche di una vitalità quasi tribale, rappresentano un raro esempio di fusione tra pittura e scultura, tra gesto e materia.

Particolarmente degna di nota è l’innovativa tecnica che De Cesario ha sviluppato: i volti in argilla applicati su tela, veri e propri rilievi che interrompono la bidimensionalità del quadro per affermarsi come presenze autonome, inquietanti e poetiche allo stesso tempo. Non si tratta solo di un’operazione estetica, bensì di una riflessione profonda sull’identità, sulla memoria collettiva e sulla stratificazione delle emozioni umane. Il volto, elemento ricorrente e iconico, diventa in De Cesario non tanto ritratto quanto archetipo: frammento dell’umanità, spirito della sua terra, maschera e verità. L’argilla – materia primordiale, terrestre – si fa tramite di una spiritualità arcaica ma ancora viva, che trova nella tela un altare contemporaneo.

Giorgio De Cesario non cerca il compiacimento; le sue opere provocano, destabilizzano, invitano a un dialogo silenzioso. È un artista che ha saputo creare un linguaggio nuovo, colto ma immediato, capace di evocare tanto la pittura espressionista quanto i graffiti rupestri, in un equilibrio sospeso tra passato e presente, tra il Mediterraneo e il mondo.

Giorgio De Cesario: il barocco mediterraneo in technicolor

di Philippe Daverio

È cosa rara, oggi, trovare un artista che osi colorare. Non intendo usare i colori, ma colorare il pensiero, vivacizzare la memoria, accendere lo spirito con una tavolozza che pare uscita da un sogno partenopeo, ma che ha letto Matisse e ha dialogato – magari in sogno – con Chagall.

Giorgio De Cesario è un caso a parte nella scena artistica italiana contemporanea: né concettuale né pop, ma paradossalmente entrambi. Il suo lavoro è una sorta di diario pittorico del Sud, intriso di umori mediterranei, eppure declinato con la leggerezza scenografica di un teatro dell’assurdo, in cui la figura umana si fa totem, simbolo, a volte maschera.

Il suo barocco è un barocco felice, solare, persino naïf – ma attenzione: naïf per scelta, non per limite.

È una ingenuità coltivata, come quella di certi poeti che fingono di essere semplici solo per colpire più a fondo. Le sue figure sembrano provenire da un folklore reinventato, da un Sud che non esiste più ma che vive eternamente nell’immaginario.

C’è in De Cesario una sorta di resistenza iconografica: in un mondo che disgrega, lui compone. In un mondo che frammenta, lui racconta storie intere, compatte, spesso dense di simboli, dove ogni elemento ha un ruolo quasi liturgico, anche quando è ironico o surreale. La sua arte è rituale e giocosa al tempo stesso: un rosario di colori acceso sotto il sole del Cilento, ma con echi che risalgono a Bisanzio, alla Napoli dei Vicere´, e – perché no – anche alla Palermo psichedelica di Franco Battiato.

E poi c’è la materia, che da sola meriterebbe un capitolo: De Cesario dipinge con una sorta di foga disciplinata, come se ogni pennellata fosse un atto di gioia ma anche di necessità. Le superfici vibrano, non cercano la perfezione fotografica, ma anzi, ci ricordano che l’arte è un’emanazione della vita, non la sua copia.

In definitiva, Giorgio De Cesario ci mostra che si può ancora essere pittori totali nel senso rinascimentale del termine: autori di un mondo, non solo di un’opera. E questo, in tempi di smaterializzazione culturale, è un atto rivoluzionario. Con il sorriso sulle labbra, ma pur sempre rivoluzionario.

La Cronaca trasfigurata dall’arte

di Carmelo Cipriani

De Cesario recupera fatti e protagonisti di scottante attualità calandoli in un’atmosfera da sogno. Sottratta al consueto linguaggio massmediale e depauperata delle connotazioni più turpi, la cronaca è riproposta sulla tela in termini plastico-pittorici. Designer, pittore, scultore, il poliedrico artista è artefice di un linguaggio singolare, sospeso tra aspirazioni astratte e figurazione naif.

Tela e argilla i medium privilegiati, utilizzati non in contrapposizione o secondo scelte aprioristiche, ma integrati sino a potenziare reciprocamente superficie e volume.

Da sfondi bidimensionali popolati da figure arabescate, emergono ieratici volti in argilla, archetipo dell’uomo contemporaneo, reso inespressivo e insensibile dall’incipiente omologazione.

La traslazione in un mondo fantastico conferisce allo spettatore un punto di vista distaccato, obbligandolo a riflettere sulle aberrazioni del mondo odierno, sulle tragedie quotidianamente procurate da inettitudine, disagio sociale e ignoranza.