mercoledì 4 febbraio 2026
venerdì 16 gennaio 2026
Incontro/Conferenza tra arte e musica “Il tempo hic et nunc”, con la ricercatrice Donata L. De Paolis, la rock band Effetto Mayhem e l’“Angelus Pacis” dell’artista Giorgio De Cesario.
Nel 2026 La Casa degli Artisti celebra vent’anni
di attività dedicata all’arte, all’accoglienza e alla creatività e per festeggiare
insieme ai suoi amici questo importante traguardo, ha stilato un calendario
fitto di appuntamenti imperdibili il primo dei quali è fissato per domenica 18 gennaio 2026 alle ore 17.30 presso
la Galleria Permanente di Giorgio De Cesario. La serata sarà aperta dalla band
Effetto Mayhem, una formazione che porta avanti un progetto rock dal forte
accento sperimentale. Nato a Milano nel 2017, ora questo gruppo continua la sua
attività nel Salento con l’apporto di nuovi innesti e musicisti ed esordendo in
pubblico proprio nel corso di questa serata. Il repertorio della band spazia
dalla musica inedita fino ai classici rock reinterpretati in maniera personale.
L’attuale formazione è composta da Anna
Chiara Tundo (voce), Sonia De Rosa
(basso) e Giuseppe Ashram
(chitarra).
La serata
proseguirà poi con il secondo incontro/conferenza di Donata L. De Paolis sul
tema “ Il tempo hic et nunc”, un titolo che fa da leit-motiv per tutta la
serata. La relatrice guiderà i presenti in una emozionante scoperta del tempo-
coscienza, uno stato tempo che genera miracoli ed un divenire perfettamente
allineato al cosmo, rivelando la saggezza riconosciuta del qui ed ora, parte
innata della nostra anima fin dalla creazione. Donata L. De Polis, alchimista,
scrittrice e youtuber, collegata a diversi movimenti internazionali che si
occupano di divulgazione della conoscenza, vive attualmente in Salento per
studi personali sulle antiche origine di alcuni luoghi ritenuti sacri.
Nel corso della
serata, inoltre, tutti i presenti potranno incontrare l’ “Angelus Pacis”,
l’ultima opera alienista dell’artista Giorgio De Cesario che in questa
occasione sarà presentata per la prima volta al pubblico. Si tratta di un’opera
la cui miniatura, eseguita dallo stesso De Cesario, si trova nella famosa “ Iglesia de los Angeles” a Salta in Argentina.
Questa Cattedrale è ormai un sito popolare, recensito anche da Papa Francesco, perché le sue pareti
interne costituiscono una galleria d’arte contemporanea dedicata agli angeli e
rappresentativa di artisti provenienti da tutto il mondo. Quest’ultima fatica
del maestro De Cesario mira a diffondere un messaggio di pace, serenità e
speranza in questo periodo storico dominato da incertezze e da un’incessante corsa
agli armamenti a discapito dei buoni sentimenti e della gioia di vivere. L’opera
sarà esposta al pubblico dal 18 al 31
gennaio 2026, ogni giorno, festivi compresi, dalle 18 alle 20 con ingresso libero e gratuito.
La serata è
inoltre realizzata grazie anche alla cortese collaborazione di Raffaele e Domenicaisabella Bono Mariano e dell’Assemblea Territoriale
di CittadinanzAttiva – Gallipoli.
Maria Cristina Maritati
LA
CASA DEGLI ARTISTI
residenza d’artista
Via Lepanto, 1/9 (angolo via Lecce)
GALLIPOLI
(LE)
Tel. 3332720348
martedì 15 luglio 2025
“Conceptual Poop Art” di Giorgio De Cesario a Gallipoli 150 opere
“Conceptual Poop Art”, la nuova mostra di Giorgio De Cesario a cura di Emmanuel Mons
delle Roche, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro i
paradossi del mercato dell’arte contemporanea, ma, nello stesso tempo,
rappresenta un viaggio tra le sue 150 opere e i suoi personaggi con i volti in
argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Per la prima volta sono esposti al
pubblico i suoi studi per la realizzazione di cravatte che riproducono
particolari di famose opere d’arte. Invitati d’onore saranno infatti alcuni
rappresentanti dell’industria tessile e di cravattifici italiani e stranieri.
La mostra si svolgerà presso la galleria
permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli
in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 2 agosto al 30
ottobre 2025 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito.
“Conceptual Poop Art” di Giorgio De Cesario
Una
provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea
Noto per le
sue opere policromatiche e fortemente identitarie, Giorgio De Cesario – artista
e architetto salentino – ha sempre saputo coniugare la tradizione e
l’innovazione, la materia e il simbolismo. I suoi iconici volti femminili in
argilla incastonati su tela e impreziositi da orecchini veri,
parlano di un’arte viva, sensuale, radicata nel territorio e al tempo stesso
aperta alla critica sociale e culturale.
Con la sua
nuova opera “Conceptual Poop Art”, De Cesario si inserisce con forza nel
dibattito sull'autenticità e il valore dell’arte contemporanea, proponendo una dichiarata
e caustica contestazione all’ormai celeberrima “Comedian” di Maurizio
Cattelan – la banana incollata al muro con il nastro adesivo che ha fatto
il giro del mondo.
Cattelan,
con la sua trovata concettuale, ha catalizzato l’attenzione globale: venduta da
Sotheby’s New York per 6,2 milioni di dollari al collezionista Justin
Sun, la banana è infine stata mangiata dallo stesso acquirente,
diventando simbolicamente (e fisicamente) escremento umano. È da questo
gesto estremo – e, per molti, ridicolo – che prende forma la risposta di De
Cesario.
L’opera
“Conceptual
Poop Art” nasce come elaborazione
critica dell’escremento di quella banana diventata simbolo di un mercato
dell’arte sempre più autoreferenziale e grottesco. De Cesario prende ciò che
resta – o meglio, ciò che ne deriva – e lo trasforma in arte vera,
concreta, visibile, visitabile. Con ironia e lucidità, il maestro salentino ribalta
la provocazione di Cattelan e la restituisce al pubblico come riflessione
sulla decadenza culturale e sull’assurdità delle valutazioni speculative nel
mondo dell’arte.
La sede e l’esposizione
L’opera è
esposta in modo permanente presso La Casa degli Artisti di Gallipoli, la
galleria dell’artista, che rappresenta da anni un punto di riferimento per
l’arte contemporanea in Salento.
L’ingresso è gratuito e l’opera è visitabile tutti i giorni dalle ore
18:00 alle 20:00, offrendo al pubblico non solo la visione di un lavoro
provocatorio, ma anche l’opportunità di confrontarsi con un pensiero critico
che scava nel senso più profondo del “fare arte” oggi.
Il contesto critico
De Cesario
non è un outsider qualsiasi. La sua opera è stata analizzata e apprezzata da
alcuni tra i maggiori critici d’arte italiani, tra cui Philippe Daverio,
Giorgio Di Genova, Luciano Caramel e Federico Zeri. Le sue creazioni non si
fermano all’estetica, ma diventano narrazione sociale, antropologia visiva,
denuncia politica. “Conceptual Poop Art” si inserisce in questa
traiettoria: un’opera che è insieme oggetto, gesto e messaggio.
Giorgio De Cesario – Peace
Tree
2025, Legni marini, argilla, acciaio, ceramica smaltata
Esposta presso La Casa degli Artisti, Gallipoli
L’opera Peace Tree di Giorgio De Cesario nasce dall’incontro tra
natura, memoria e impegno simbolico. Realizzata attraverso l’assemblaggio di
materiali trovati in riva al mare, l’opera si compone di un grande tronco che
funge da base e sostiene un secondo tronco più snello, dal quale si diramano
diversi fuscelli. Alle loro estremità, l’artista ha inserito piccoli tubicini
di argilla, ciascuno colorato secondo le tonalità dell’arcobaleno — potente
richiamo visivo alla pace e alla speranza universale.
I due tronchi sono collegati tra loro tramite un vecchio girarrosto in
acciaio, a sottolineare il contrasto e il legame tra ciò che è naturale e ciò
che è stato trasformato dall’uomo. De Cesario immagina che questi legni
provengano dalle coste del Medio Oriente, terre martoriate ma ricche di storia
e umanità, e li riassembla per creare un simbolo benaugurante di pace nel
mondo.
Alla base dei fuscelli compaiono delle lacrime di sangue in ceramica,
emblema del dolore e delle sofferenze umane, contrapposte ai colori vivi e
gioiosi dell’iride: una dicotomia che esprime il dramma e al tempo stesso la
possibilità di redenzione.
Peace Tree è parte della mostra "Conceptual Poop
Art", in esposizione presso la Casa degli Artisti di
Gallipoli dal 2 agosto al 30 ottobre 2025. Durante
questo periodo, i visitatori avranno la possibilità di lasciare la propria
firma sul tronco principale dell’opera, trasformando il gesto artistico in una
partecipazione collettiva al messaggio universale di pace.
Maria
Cristina Maritati
La Casa
degli Artisti Residenza D’artista
MASCHERE,
SENTIMENTI E COLORE DI GIORGIO DE CESARIO
di Emmanuel
Mons delle Roche
La felicità non
è evidente, sembra che Giorgio De Cesario voglia dire. I personaggi sono
bianchi fra armonie cromatiche molto belle. Inoltre, essi sono plasmati come se
avessero delle maschere, ma neppure queste riescono a nascondere la loro
inquietudine, la loro difficoltà di vivere.
Sono bianchi (senza colori, o di tutti i colori?) in un universo ricco di
colori, forse perché l’artista lascia allo spettatore la libertà di scegliere
il suo colore; inoltre l’apparenza dissocia questi esseri dalla realtà : non
sono capaci di comprenderla, e si fabbricano una maschera (che non nasconde i
loro sentimenti, lo ripeto).
Forse il loro spirito (dissociato dal corpo e dalla realtà esterna, cosa che
spiega questi colli lunghi), è di una natura diversa dalla realtà “tangibile”.
Nel lavoro di De Cesario credo ci sia tutto questo. Soltanto il suo
autoritratto è differente: egli è soltanto bianco e “oggettivo”; gli altri sono
neri: sono quindi l’incognita perfetta. Ma forse mi sbaglio sulle sue
intenzioni.
La libertà che lascia la sua arte implica ugualmente quella da sbagliarsi.
Ne sono, in ogni caso, sedotto.
GIORGIO DE CESARIO E LA SUA
INNOVATIVA TECNICA IN ARGILLA SULLA TELA
Di Giorgio Di Genova Critico e storico dell’arte
Nel panorama
dell’arte contemporanea italiana, Giorgio De Cesario si distingue come un
autentico sperimentatore del visivo, capace di coniugare la materia plastica
con la bidimensionalità della pittura in una sintesi ardita e profondamente
personale. Le sue opere pittorico-scultoree, esplosioni di colore su supporti
spesso non convenzionali, rivelano un atteggiamento che potremmo definire neo-barocco,
dove l’eccesso diventa linguaggio e la teatralità si fa contenuto. L’invenzione
tecnica di De Cesario – l’integrazione di volti modellati in argilla
direttamente sulla superficie della tela – rappresenta un punto di rottura
rispetto ai tradizionali limiti della pittura e della scultura.
È una
soluzione che oltrepassa le categorie canoniche, inserendosi in una dimensione di
arte totale, in cui la materia corporea dialoga con quella cromatica in una tensione
continua. I suoi volti emergono dalla superficie come apparizioni ieratiche, icone
contemporanee sospese tra sacro e profano, tra l’umano e il mitico. I colori
vividi e squillanti, stesi su fondi sperimentali – sabbie, tessuti grezzi,
materiali riflettenti – conferiscono alle sue composizioni una forza visiva
quasi ipnotica. La cromia non è mai decorativa ma sempre strutturale, pensata
come veicolo emotivo e psicologico.
Le sue tele
si impongono allo sguardo come apparizioni rituali, in cui la presenza tattile della
scultura incontra la vibrazione ottica del colore. In un'epoca in cui l’arte
tende spesso all’astrazione digitale o alla ripetizione sterile di formule post-concettuali,
De Cesario sceglie la via più difficile: quella della materia viva, della
manualità che si sporca le mani di terra e di colore. I suoi lavori ci ricordano
che la contemporaneità può ancora passare per l’artigianato d’autore, per la
ricerca formale che affonda le radici nella tradizione mediterranea ma che
guarda, senza paura, al futuro.
Giorgio De
Cesario non solo propone una poetica visiva riconoscibile, ma firma, con la sua
tecnica innovativa dei volti in argilla su tela, una delle più originali e coerenti
operazioni di linguaggio dell’arte italiana degli ultimi decenni.
UN LINGUAGGIO NUOVO QUELLO DI DE
CESARIO
DI Luciano Caramel
In un
panorama artistico sempre più incline all’omologazione e al richiamo effimero,
Giorgio De Cesario si distingue per una voce visiva profondamente personale,
radicata nella sua terra salentina e al tempo stesso proiettata verso un
linguaggio universale. Le sue opere coloratissime, spesso attraversate da tensioni
cromatiche vibranti e cariche di una vitalità quasi tribale, rappresentano un
raro esempio di fusione tra pittura e scultura, tra gesto e materia.
Particolarmente
degna di nota è l’innovativa tecnica che De Cesario ha sviluppato: i volti in
argilla applicati su tela, veri e propri rilievi che interrompono la
bidimensionalità del quadro per affermarsi come presenze autonome, inquietanti
e poetiche allo stesso tempo. Non si tratta solo di un’operazione estetica,
bensì di una riflessione profonda sull’identità, sulla memoria collettiva e
sulla stratificazione delle emozioni umane. Il volto, elemento ricorrente e
iconico, diventa in De Cesario non tanto ritratto quanto archetipo: frammento
dell’umanità, spirito della sua terra, maschera e verità. L’argilla – materia
primordiale, terrestre – si fa tramite di una spiritualità arcaica ma ancora
viva, che trova nella tela un altare contemporaneo.
Giorgio De
Cesario non cerca il compiacimento; le sue opere provocano, destabilizzano,
invitano a un dialogo silenzioso. È un artista che ha saputo creare un
linguaggio nuovo, colto ma immediato, capace di evocare tanto la pittura
espressionista quanto i graffiti rupestri, in un equilibrio sospeso tra passato
e presente, tra il Mediterraneo e il mondo.
Giorgio De Cesario: il barocco
mediterraneo in technicolor
di Philippe Daverio
È cosa rara,
oggi, trovare un artista che osi colorare. Non intendo usare i colori, ma
colorare il pensiero, vivacizzare la memoria, accendere lo spirito con una
tavolozza che pare uscita da un sogno partenopeo, ma che ha letto Matisse e ha
dialogato – magari in sogno – con Chagall.
Giorgio De
Cesario è un caso a parte nella scena artistica italiana contemporanea: né
concettuale né pop, ma paradossalmente entrambi. Il suo lavoro è una sorta di
diario pittorico del Sud, intriso di umori mediterranei, eppure declinato con
la leggerezza scenografica di un teatro dell’assurdo, in cui la figura umana si
fa totem, simbolo, a volte maschera.
Il suo
barocco è un barocco felice, solare, persino naïf – ma attenzione: naïf per
scelta, non per limite.
È una
ingenuità coltivata, come quella di certi poeti che fingono di essere semplici
solo per colpire più a fondo. Le sue figure sembrano provenire da un folklore
reinventato, da un Sud che non esiste più ma che vive eternamente
nell’immaginario.
C’è in De
Cesario una sorta di resistenza iconografica: in un mondo che disgrega, lui
compone. In un mondo che frammenta, lui racconta storie intere, compatte,
spesso dense di simboli, dove ogni elemento ha un ruolo quasi liturgico, anche
quando è ironico o surreale. La sua arte è rituale e giocosa al tempo stesso:
un rosario di colori acceso sotto il sole del Cilento, ma con echi che
risalgono a Bisanzio, alla Napoli dei Vicere´, e – perché no – anche alla
Palermo psichedelica di Franco Battiato.
E poi c’è la
materia, che da sola meriterebbe un capitolo: De Cesario dipinge con una sorta
di foga disciplinata, come se ogni pennellata fosse un atto di gioia ma anche
di necessità. Le superfici vibrano, non cercano la perfezione fotografica, ma
anzi, ci ricordano che l’arte è un’emanazione della vita, non la sua copia.
In
definitiva, Giorgio De Cesario ci mostra che si può ancora essere pittori
totali nel senso rinascimentale del termine: autori di un mondo, non solo di
un’opera. E questo, in tempi di smaterializzazione culturale, è un atto
rivoluzionario. Con il sorriso sulle labbra, ma pur sempre rivoluzionario.
La Cronaca
trasfigurata dall’arte
di Carmelo
Cipriani
De Cesario
recupera fatti e protagonisti di scottante attualità calandoli in un’atmosfera
da sogno. Sottratta al consueto linguaggio massmediale e depauperata delle
connotazioni più turpi, la cronaca è riproposta sulla tela in termini plastico-pittorici.
Designer, pittore, scultore, il poliedrico artista è artefice di un linguaggio
singolare, sospeso tra aspirazioni astratte e figurazione naif.
Tela e
argilla i medium privilegiati, utilizzati non in contrapposizione o secondo
scelte aprioristiche, ma integrati sino a potenziare reciprocamente superficie
e volume.
Da sfondi
bidimensionali popolati da figure arabescate, emergono ieratici volti in
argilla, archetipo dell’uomo contemporaneo, reso inespressivo e insensibile
dall’incipiente omologazione.
La
traslazione in un mondo fantastico conferisce allo spettatore un punto di vista
distaccato, obbligandolo a riflettere sulle aberrazioni del mondo odierno,
sulle tragedie quotidianamente procurate da inettitudine, disagio sociale e
ignoranza.
venerdì 14 febbraio 2025
martedì 4 febbraio 2025
sabato 1 febbraio 2025
venerdì 6 dicembre 2024
A Gallipoli, una MOSTRA ALIENISTA ne La Casa degli Artisti
PEACE AND LOVE, Incontri mediterranei IX edizione MOSTRA
ALIENISTA
Prende il via dal 21 dicembre 2024 un altro grande evento
promosso da La Casa degli Artisti di Gallipoli. Si tratta della ormai celebre
mostra collettiva dal titolo PEACE AND LOVE, IX edizione, che raccoglie alcuni
grandi nomi del panorama artistico-culturale contemporaneo. Direttore artistico
dell’evento è l’artista salentino Giorgio De Cesario che risiede ed opera nella
Casa degli Artisti dove ha sede la sua galleria permanente e dove, insieme a
sua moglie Maria Cristina Maritati, è riuscito a realizzare una residenza
d’artista che ospita gratuitamente eventi culturali d’ogni genere. Questa
residenza è inoltre diventata, nel corso degli anni, il centro propulsore dell’Alienismo,
movimento di pensiero fondato e di continuo alimentato dallo stesso De Cesario.
Simbolo e leit-motiv di questa mostra sarà il “Messaggero di Pace”, soggetto
dell’ultima opera di Giorgio De Cesario, cioè un angelo preposto alla
diffusione di pace e amore nel mondo, come augura lo stesso titolo della mostra
ed in considerazione degli attuali venti di guerra.
L’artista ha realizzato quest’opera dietro invito del
critico d’arte Daniele Crippa, presidente del Museo del Parco di Portofino e
fautore del progetto “La Iglesia de Los Angeles”. Tale progetto mira a popolare
di angeli contemporanei la chiesa a loro dedicata nella città argentina di
Salta e ha destato anche l’interesse di Papa Francesco, nativo appunto della
zona di Salta. L’opera di De Cesario sarà quindi riprodotta su una piastrella
di cm.25X25che andrà poi a decorare le pareti della chiesa.
Oltre a quelle di Giorgio De Cesario, la mostra ospita anche
le ultime acquisizioni di Salvatore Pepe, di Rolando Zucchini e di Vittorio
Rancati. In esposizione anche tutte le opere letterarie di Amanda Gesualdi e
Pasquale Cavalera e le foto dal mondo di Giuseppe Caridi, tutti fedeli
sostenitori dell’azione divulgativa de La Casa degli Artisti.
Di seguito alcune notizie sugli artisti partecipanti.
Amanda Gesualdi, scrittrice e ricercatrice, con all’attivo
più di dieci pubblicazioni, è anche direttrice editoriale della rivista “You
See”. Si occupa di coaching, psicologia, psicosofia, con particolare attenzione
al mondo olistico ed alle più moderne tecniche di profilazione. Co-Fondatrice
della University of Coaching, è docente e formatrice in Scienze e Tecniche del
Mental Coaching e creatrice del primo percorso di Laurea in Mental Coaching sia
a livello nazionale che internazionale.
Pasquale Cavalera è uno scrittore salentino che ha deciso di
porre fine alla sua carriera di ingegnere per dedicarsi con successo alla
letteratura, come dimostrano le sue ultime opere ”Sottomessi” (raccolta di
poesie) e il romanzo “La mia famiglia a San Valentino”. Inoltre è fondatore
dell’agenzia letteraria Storie di Libri, in cui attualmente ricopre il ruolo di
CEO ed editor.
Vittorio Rancati, artista emergente del ferro e della
lamiera, manifesta sin da piccolo una grande passione per questi materiali e
per le attrezzature meccaniche, passione che è diventata la sua attività
lavorativa quotidiana. Partecipa alla mostra con l’opera in ferro smaltato
“Albero della vita: respiro”, la quale rappresenta infatti il respiro della
natura e il suo lavoro di continua rigenerazione della vita che ci circonda.
Salvatore Pepe è uno dei maggiori esponenti del minimalismo
italiano, ha partecipato a varie mostre in tutto il mondo, tra cui anche alla
Biennale di Venezia, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica.
Molte sue opere sono già presenti nella Casa degli Artisti e precisamente nella
Suite Mondrian dove l’artista ha una sua galleria permanente. Nella mostra sarà
esposta una sua ultima acquisizione dal titolo “Linea del Fronte”, esempio di
pittura minimalista di grande impatto a livello visivo ed emozionale.
Rolando Zucchini, artista umbro di grande versatilità, è un
matematico scivolato pian piano nel mondo dell’arte. Sperimenta vari supporti e
varie tecniche, ama la solitudine e gli stili di vita orientali come testimonia
il suo vagabondare in Cina tra i monaci buddisti. La sua opera in esposizione
ha il titolo ”ST tgK 37”, un guizzo improvviso fissato sulla tela, quasi a
voler dare testimonianza dell’attimo fuggente.
Giuseppe
Caridi, scrittore, fotografo, attivista climatico e divulgatore; viaggiatore.
Ha
visitato oltre 160 paesi nel mondo, pubblicato due diari di viaggio e esposto i
suoi scatti fotografici in Europa, America, Asia e Africa. Lavora come Travel
Designer, accompagnando gruppi di viaggiatori in itinerari naturalistici e
culturali da lui appositamente predisposti. Figura tra i fondatori del progetto
scientifico www.theclimateroute.org
ed è presidente dell’Associazione Experience Your Time APS con sede in
Gallipoli. E’ stato arbitro di calcio e Istruttore di Diritto Internazionale
Umanitario della Croce Rossa Internazionale.
La Mostra sarà poi arricchita da alcuni eventi collaterali
quali, ad esempio, la presentazione dell’opera prima della poetessa gallipolina
Rita Corciulo dal titolo “Gocce d’Azzurro”, (pubblicazione a cura di Storie di
Libri di Pasquale Cavalera), che avrà luogo il 4 gennaio 2025 alle ore 18.
Tutta la manifestazione, a cura delle Proff. Orsolina Fontò
e Maria Cristina Maritati, è realizzata inoltre con la collaborazione di
CittadinanzAttiva, assemblea di Gallipoli, e del Circolo La Fenice.
La mostra si svolgerà dal 21 dicembre 2024, con vernissage
alle ore 18, all'11 gennaio 2025. Sarà visitabile ogni giorno dalle ore 16 alle
ore 20 con ingresso libero e gratuito.
LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d'artista via Lepanto,1
GALLIPOLI (LE).
Tel. 0833
261865 - 3332720348




